Banche centrali, la svolta da “colombe” è sempre più evidente

Di fronte ad un’economia che continua a mandare segnali molto preoccupanti, le banche centrali mondiali stanno assumendo una impronta sempre più marcatamente dovish, ovvero orientate allo stimolo del sistema economico.

Da luglio in poi, banche centrali sempre più dovish

banche centrali dovishSe il mese di settembre si era chiuso col taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale del Messico, quello di ottobre cominciato con il taglio da parte della Reserve Bank of Australia (che ha portato il costo del denaro al nuovo minimo storico). Ma da luglio ad oggi l’elenco di chi ha deciso di agire in questo senso è lungo. Basta prendere il calendario economico delle piattaforme trading online per rendersene conto. Tutti gli istituti che hanno operato una mossa espansiva hanno citato una frase più o meno identica: “la presenza di rischi al ribasso per l’economia”. In sostanza, le banche centrali hanno constatato che la crescita economica non sta procedendo come ci si aspettava, ma a un ritmo minore. Servono quindi degli stimoli, tipicamente il taglio dei tassi di interesse.

La cosa interessante è che questa situazione sta interessando anche i mercati emergenti, quelli che non rientrano nelle coppie di valute più scambiate forex. Oltre alla già citata banca centrale del Messico, che ha effettuato il primo taglio dei tassi dal 2014, altre realtà emergenti stanno diventando più “colombe”. Nel corso del 2019 lo hanno fatto le banche centrali di Brasile, Russia, India, Turchia. La questione è stata analizzata dal Financial Times, secondo il quale le istituzioni non sono state mai così accomodanti da almeno l’ultima crisi finanziaria globale.

Il mercato cosa si aspetta?

C’è anche un dato tecnico che lo conferma, ovvero l’Emerging Monetary Mood Indicator di Bank of America Merrill Lynch. Questo indicatore viene costruito tramite la scansione robotica delle parole chiave utilizzate nelle pubblicazioni delle 11 banche centrali più importanti dei mercati emergenti. Da questo complesso procedimento, emerge che le banche centrali non sono mai state così colombe dal 2009. Inoltre emerge che il percorso accomodante delle banche centrali emergenti è tutt’altro che finito. Secondo molti analisti il mercato sta “prezzando” il taglio al costo del denaro molto meno di quanto effettivamente avverrà.