Claudio Descalzi: agire insieme a governi e grandi fondi per la protezione dell’ambiente

Agire in fretta, insieme a governi, società e grandi fondi, per attraversare la transizione energetica in atto e procedere verso l’economia circolare: questi i punti fondamentali portati all’attenzione da Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: la transizione energetica in atto e lo scenario attuale

“Clima ed energia sono i grandi fattori su cui ci giochiamo il futuro”. Così Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, apre la sua riflessione riguardo i cambiamenti climatici e la transizione energetica in atto: una transizione diversa da quelle che l’hanno preceduta dall’inizio dell’era industriale, incentrata non più sull’avanzamento tecnologico alimentato prima dal carbone, poi dagli idrocarburi, ma sulla protezione dell’ambiente, per uno sviluppo che porti a ridurre l’impatto delle attività dell’uomo. “La sfida è enorme, ma altrettanto lo è l’opportunità che ci si presenta di fronte: salvare il pianeta creando al contempo un’economia nuova, più inclusiva, costruendo un’intera gamma di imprese e posti di lavoro che ancora non esistono” spiega Claudio Descalzi. “Chi vive nelle società più ricche consuma più di quello di cui ha bisogno, il triplo della media mondiale. Sprecando così risorse – dall’acqua alle ricchezze del suolo – e lasciandosi alle spalle e nei mari una crescente scia di rifiuti. Dobbiamo dirlo con chiarezza: non possiamo più permetterci il consumismo che si è sviluppato dal secondo dopoguerra in poi”. L’AD è molto chiaro e diretto sull’argomento e sottolinea che serve un sistema diverso, che assicuri benessere a tutti ma che preservi il pianeta. Siamo ancora lontani dal raggiungere tale obiettivo, che prevede di scendere entro il 2030 dagli attuali 32 miliardi di tonnellate di CO2 immesse annualmente nell’atmosfera a 24 miliardi di tonnellate, contenendo l’aumento delle temperature entro il limite di 2°.

Claudio Descalzi: gli obiettivi futuri verso la tutela dell’ambiente

Il settore energetico è tra i responsabili delle emissioni e svolge ora un ruolo di primo piano verso la loro riduzione. Claudio Descalzi sottolinea come in Eni si sia già provveduto all’abbattimento della componente carbonica, mentre è in atto la ricerca di soluzioni digitali smart che, applicate in tutti gli ambiti, possano contribuire a ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2030. Nel medio termine è necessario sfruttare maggiormente le potenzialità delle rinnovabili e del gas naturale, avvalendosi così di un mix energetico diverso. La riduzione degli sprechi comporta anche una maggiore efficienza, mentre le tecnologie più avanzate favoriscono il ricorso a fonti pulite. L’AD di Eni pone l’accento sull’importanza di ridurre i consumi e gli sprechi nei Paesi ricchi, in ogni ambito: “Come Eni, avendo investito in tecnologie che ci permettono il recupero dei rifiuti e degli scarti urbani e industriali, stiamo trasformando la raffinazione e la chimica puntando su produzione bio e circolarità. Tutto questo servirà a stimolare una spesa crescente anche in Italia (nel nostro piano sono previsti 4 miliardi di euro entro il 2021) e a creare un nuovo indotto con relativi posti di lavoro e professionalità innovative.” Claudio Descalzi conclude riprendendo le parole di Papa Francesco, che ha recentemente ricordato che oltre un miliardo di persone vivono senza elettricità: è fondamentale distribuire meglio le risorse, portare l’energia dove serve e sfruttare le materie prime in modo da evitare squilibri ambientali. L’AD si rivolge a governi, società e grandi fondi, per un cambiamento che bisogna attuare anche attraverso la collaborazione.

 

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