Le vie dell’olio mondiale: il Mediterraneo detta le linee

L’olio extravergine d’oliva non è solo un prodotto agroalimentare ma un simbolo. In esso si incarna la dieta mediterranea, regime alimentare indicato come il più virtuoso e salubre al mondo; ma nelle piantagioni di ulivo si racconta anche la storia di territori che, da sempre, vissero il contatto con la terra e l’agricoltura come una sana dipendenza, attività fondamentale per la sussistenza di un intero sistema produttivo.

L’Unione Europea produce circa l’80% dell’olio totale commercializzato nel mondo. Spagna, Italia e Grecia rappresentano le eccellenze del settore sia per ciò che concerne la qualità delle produzioni e sia per la quantità introdotta sul mercato. Il comparto olivicolo rappresenta il fulcro dell’attività agricola in Europa e i circa 2,5 milioni di impiegati nel settore rappresentano un terzo dei lavoratori UE nel settore agricolo. L’olio è un vero e proprio volano per le economie delle zone mediterranee soprattutto nel Sud Italia e sulle coste della Grecia, oltre che per molto produttori del Nord Africa in Tunisia, Marocco e Siria.

L’olio pugliese, insieme a diverse tipologie di olio siciliano, toscano, campano e calabrese, sono eccellenze assolute esportate in tutto il mondo, secondo standard qualitativi che si pongono su due differenti livelli: l’extravergine classico deve presentare un tasso di acidità non superiore allo 0,8% e l’operazione di estrazione dell’olio dalla drupa di olivo deve essere eseguita mediante tecniche estrattive esclusivamente a freddo, con temperature inferiori ai 28 gradi. Poi ci sono i prodotti di assoluta eccellenza, riconosciuti dei marchi IGP e DOP, che sono sottoposti a restrizioni severissime che riguardano, in particolare, l’accaparramento delle materie prime, effettuato secondo limitazioni territoriali volte a tutelare le specificità locali. L’Italia, secondo Paese al mondo dopo la Spagna per produzione ed esportazione di olio, risulta leader per numero di prodotti olivicoli a denominazione di origine protetta.

Per ciò che riguarda i consumi, il Belpaese è il primo utilizzatore di olio di oliva e assorbe, da solo, il 30% dei consumi globali. L’area mediterranea genera da sola il 77% dei consumi; Italia, Spagna e Grecia raggiungono da sole il 59%.

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