Google Panda: come funziona e come evitare penalizzazioni

Google Panda è l’aggiornamento dell’algoritmo rilasciato da Google a inizio novembre del 2011 che permette di analizzare i siti web e di assegnare valore in relazione alla qualità dei contenuti. In pratica, Panda Update esegue scansioni complesse dei testi inseriti nelle pagine web valutando la loro pertinenza con la ricerca dell’utente in modo da fornire risultati più precisi e in linea con le aspettative dell’utente.

Come funziona Google Panda

Google insiste da sempre sul concetto di qualità. L’Update Panda è stato sviluppato con l’intento di penalizzare in SERP quei siti che si sono posizionati grazie a tecniche di SEO che si discostano dalle policy di Google e che non forniscono un reale apporto di informazione e di utilità. Ogni agenzia SEO Milano, Roma, ecc. ha potuto constatare come, a partire da agosto 2012 (quando Panda è stato lanciato anche in Italia), gli elenchi di ricerca abbiano iniziato a mostrare risultati differenti, facendo sparire piattaforme quali aggregatori di notizie e content farm dalle prime posizioni.

Le condotte da evitare

Panda ‘punisce’ le pagine e i siti web (Big G ha specificato come contenuti di bassa qualità su una pagina web possano portare a una perdita di trust per tutto il sito) che non forniscono qualità. Nel dettaglio, l’Update condanna siti web che presentano contenuti duplicati, scritti male e scarsamente informativi. L’aggiornamento valuta anche la presenza di frequenti errori grammaticali, lessicali o di refusi ed esprime un valore che tiene conto anche dell’usabilità della pagina, penalizzando le webpages che presentano banner pubblicitari troppo invadenti e che danneggiano la user experience.

Panda Update oggi

Panda è giunto alla sua versione 2.3 e, a differenza di quanto succedeva prima, quando l’aggiornamento veniva lanciato periodicamente, ora è stato integrato definitivamente nell’algoritmo base di Big G. Ciò rende più complicato riuscire a capire se un’eventuale perdita di posizionamento sia dovuta al passaggio di Panda o da altri fattori SEO. L’esperienza dell’utente espressa in termini di utilità, ma anche di immediatezza e facilità, è divenuta un parametro sempre più centrale e fortemente condizionante le SERP di ricerca.